Con i vostri figli partiste un giorno
per un lungo viaggio senza ritorno
inconsapevoli incontro alla sorte
camminavate verso i campi di morte
Sul vostro petto non c’erano stelle
per voi bastava il color della pelle
perdeste la vita e la libertà
chissà se qualcuno se ne ricorderà
I treni in partenza da quelle stazioni
avevano molte destinazioni
Auschwitz Treblinka non c’è differenza
ovunque lacrime e sofferenza
Zingari, Rom, Sinti, Gitani
tanti nomi per un solo destino
morire passando attraverso un camino
Ai boschi ai monti ed agli amici
ripensavate nelle notti infelici
mentre al freddo tra le urla dei cani
aspettavate con ansia il domani
All’improvviso nel freddo inverno
vi risvegliavate dentro all’inferno
col dottor Mengele ed i suoi assistenti
pronti a far su di voi esperimenti
Costretti a suonare con i violini
mentre uccidevano i vostri bambini
una razza a parte voi eravate
poveri passeri dalle ali spezzate
Zingari, Rom, Sinti, Gitani
ancora oggi dai libri è ignorato
il vostro supplizio ed il sangue versato
E voi superstiti di quella folliari
manete con noi non andate via
non abbiate paura di raccontare
ciò che la gente deve sapere
Al mondo mostrate il vostro tatuaggio
dovete osare avere coraggio
Figli del vento la vostra storia
non deve sparire dalla memoria
Voi testimoni col vostro dolore
aiutateci a rendere il futuro migliore
parlate forte di quel tempo passato
e di un olocausto dimenticato
S.F.
(*) libera traduzione in versi del testo di una canzone che insieme ad altre mi è stata trasmessa dall'amico Vincent Roger, sinto piemontese. Di essa tuttavia non mi è al momento noto il nome dell'autore.Le parole della canzone sono davvero toccanti e nel tradurle è nata la poesia che ho impostato sui contenuti del testo originale in lingua francese:
Dans ces baraquements
aux lits superposés
derrière les barbelés
là bas vous êtes restés
Visages basanés
cheveux en liberté
vous ne compreniez pas
pourquoi vous étiez là…
Vous n’aviez aucun bagage
pas de richesse derrière vous
vous les enfants du voyage
qui se souviendra de vous
Pas besoin d’une étoile jaune
pour vous reconnaître de loin
pas besoin d’une étoile jaune
pour monter dans ces trains
qui vous mèneront là bas
à Auschwitz ou Treblinka
Dans l’enfer des ces camps
votre histoire en lettres de sang
Zigeuner, Gitans
il aura fallu du temps
pour que des livres d’histoire
rendent honneur à votre mémoire
Vos chemins de liberté
vos arbres et vos forêts
derrière les barbelés
là bas vous y pensiez
Dans le froid et la faim
l’enfant pendu au sein
poussait un dernier cri
du fond des camps nazis
Pour faire avancer la science
quelque médecin maudit
pratiquait des expériences
sur vous et sur vos petits
Vous étiez une race à part
pour le docteur Mengele
une espèce d’oiseaux rares
qu’il se devait étudier
Rescapés des crématoires
les anciens ont sur leur bras
un tatouage bizarreque
le temps n’effacera pas
Messagers de la mémoire
oui il faut oser parler
de cette page d’histoire
que le monde a oublié
Non so a quanti di voi possa importare ... sarà che fin da piccola io questo giorno l'ho sempre sentito in modo particolare, pur non essendo ebrea o non avendo avuto alcun familiare deportato, ma non so ... l'idea di tante morti senza motivo ... mi ha sempre lasciata attonita ... Da quanto circa 5 anni fa ho fatto visita al lager di Mahthausen ... beh la Giornata della Memoria ha per me un significato ancora più denso di sensazioni ed emozioni, pur essendo passati più di 60 anni ... forse non serve a niente, perchè il mondo intero sembra sempre ricadere negli stessi errori, ma è importante non arrendersi e far si che il ricordo di quell'orrore non sia mai dimenticato ... ... ...
Ai milioni di Vite spezzate, ai sopravvissuti che giorno dopo giorno devono portarsi sulle spalle un ricordo incancellabile, alle persone che fanno di tutto per far si che il ricordo non muoia, ma anche a quelle persone che sostengono che l'Olocausto sia una grande menzogna e a tutti quei ragazzi, molti dei quali sono miei coetanei, che disegnano le svastiche sui muri per sentirsi fichi ... spero ignorando che di quel simbolo non c'è certo da andarne fieri ... ... ...
